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Tavolozza d'Autunno - locandina

“Tavolozza d’Autunno” di Nicola Ventafridda

In”Tavolozza d’autunno”, sanno di sale, le poesie di questo nuova silloge di mio padre, fissate in stanzette indistinte della memoria, nascoste ormai anche ai suoi occhi, sembrano seguirlo, trascinate una ad una fino allo/ steccato/ e lì attendono/un oltre /un ultimo passo.
Anche le poesie dedicate a mia madre ,non più grido di dolore,ma ricordi piegati nel fazzoletto del cuore, appaiono galleggiare fra tempo e spazio sospese nell’attesa di un tutto.
Passo dopo passo le immagini ,come in un flash back ,si arrotolano alla sua vita ed è come se quel nastro girasse in un fine bobina dal rumore cadenzato , ripetitivo e ossessivo di frame finiti.
Poesie dal ritmo di un tempo e uno spazio che non c’è, svanito tra le pieghe degli addii , delle sofferenze e degli anni,vagiti di affetti erosi ,persi non si sa’più come, non si sa’più quando. Le leggi e sembra di inerpicarti su scale senza pioli e senza meta ,appoggiate ad un tronco mutilo soffocato dalla luce di aurore e tramonti accecanti come il silenzio dell’indescrivibile infinito del non detto .
In questo spazio chiuso da porte serrate con i chiavistelli della solitudine,solo una piccola, paffutella, vivace e amorevole cagnolina (Giusy) sembra aprire un minuscolo varco//una nota rugiadosa/ scorre per l’asciutto ruscello /della mia vita.
Ma è un attimo e i versi come granelli di sabbia continuano a rotolare fino alla battigia,inghiottite dall’onda di marea.
Ecco appaiono come bagliori ad occhi chiusi di un solo istante,disgregarsi nel nero della pupilla al primo battito di ciglia,versi di memorie lontane,altalenanti tra le vene dei ricordi,rivoli di vita che confluiscono lentamente nella caldea dell’anima.
Solo un’ultima dichiarazione d’amore,l ‘ultimo dono di se stesso all’essenza della sua Amata // Vorrei soffiare dentro di te/ quello che resta del mio respiro/ per rivedere appena dischiuso/ l’antico rossore sulle tue gote.
Interventi: Angela Aniello, Oronzo Maggio e Damiana Riccardi
Voci Recitanti: Massimo Roncone e Franco Siracusa
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